Upwork è una piattaforma per lavorare come freelancer online.

Nata nel 2015 dalla fusione tra oDesk e Elance (le due piattaforme allora più importanti), Upwork si propone(va) di essere il nuovo punto di riferimento per clienti e lavoratori.

Ma dalla trasformazione di oDesk in Upwork e dalla successiva e graduale chiusura di Elance, non è stato assolutamente tutto rose e fiori… Anzi.

 

La chiusura di Elance.

Elance, fino ad allora, era, secondo me (ma anche a detta di moltissimi altri), il miglior marketplace online per il lavoro freelance.

Affidabile, intuitiva, professionale, progetti di alta qualità, sicurezza. Insomma, aveva davvero tutto.

La scellerata scelta di Upwork di chiudere Elance è stata accolta con diverse critiche da parte della community, anche perché Elance offriva servizi complessivamente migliori di Upwork, a costi inferiori per i freelancer (commissioni dell’8,75% sul guadagnato, rispetto al 10% di Upwork).

 

oDesk diventa Upwork: e iniziano i problemi…

Verso giugno 2015, una novità inaspettata coglie gli ignari clienti e freelancer.

oDesk si trasforma e si rinnova in Upwork. Il nuovo sito riprende i concetti base di oDesk, l’interfaccia ricalca quella del predecessore, i sistemi di pagamento sono gli stessi.

Tuttavia, la transizione ha presentato diversi problemi:

  • la community ha segnalato diversi bug, anche parecchio fastidiosi
  • è stata lanciata un’app letteralmente disastrosa, che ancora oggi presenta diversi bug (segnalati più volte via email, tramite l’apposita sezione “Segnala un problema” all’interno dell’app. Secondo voi mi hanno degnato di una risposta?)
  • server ridicoli. Per un sito in cui l’essere disponibili è fondamentale, in quanto la concorrenza è spietata, e altrettanto importante è garantire il rispetto delle scadenze, è assolutamente penalizzante (per tutti) fare affidamento su una piattaforma che non è in grado di garantire il suo funzionamento ininterrotto. I periodi di downtime sono ancora oggi assolutamente inaccettabili. Provate a fare un giro sulla loro pagina Facebook e date un’occhiata ai commenti agli stati in cui si scusano per la non disponibilità del sito…

Da due “giocattoli” buoni o ottimi (oDesk e Elance), i freelancer e i loro clienti si sono trovati costretti ad utilizzare una piattaforma – Upwork – del tutto inaffidabile.

 

Membership a pagamento e introduzione dell’IVA.

Col passare del tempo è emerso in maniera sempre più evidente come Upwork abbia veramente a cuore solamente una cosa: i propri interessi e i propri profitti.

Innanzitutto, sono state introdotte delle membership a pagamento, che consentissero di aumentare il numero di lavori per cui candidarsi e garantissero altri vantaggi.

Successivamente, è stato implementato l’addebito dell’IVA sulla commissione che Upwork si teneva per ogni pagamento da cliente a lavoratore. Dunque, alla già elevata commissione del 10% sull’importo pagato ai lavoratori, si aggiunge il 22% di IVA su quel 10%. I freelancer conservano sempre meno.

 

Arriviamo ad oggi: la simpatica email del 3 maggio 2016

Ci scrive direttamente il CEO di Upwork, che probabilmente avrebbe già dovuto dimettersi per decenza. Ma tant’è.

Apprendiamo che, a partire da giugno 2016, Upwork introdurrà un nuovo modo per spolpare ancora di più clienti e freelancer, garantendo sempre lo stesso (pessimo) livello di servizio offerto.
La giustificazione? “Gli elevati costi dei processori di pagamento”. Tradotto? “Vogliamo guadagnare di più, sempre di più. E chissene frega degli interessi vostri, clienti e lavoratori”, ossia coloro che tengono in piedi tutta la baracca.

Queste le modifiche più importanti:

  • I clienti, che fino ad oggi non avevano alcuna commissione, dovranno corrispondere una tariffa del 2,75% per ogni pagamento effettuato sul sito o una tariffa mensile fissa del 25$
  • I freelancer riceveranno sempre di meno! Le commissioni verranno via via ridotte a seconda dei guadagni ricevuti da quel cliente: 20% (più IVA) per clienti da cui ho guadagnato meno di $500, 10% (più IVA) per clienti da cui ho guadagnato tra $500,01 e $10.000, 5% (più IVA) per clienti da cui ho guadagnato più di $10.000.

 

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Perché è così negativo?

Proviamo a pensare.

Vengo assunto per un progetto da 500$ da un nuovo cliente.

Il cliente pagherà per questo progetto 513,75$ complessivi (500 + 2,75% di commissione).
Il freelancer guadagnerà la bellezza di 378$! 100$ di commissione, 22$ di IVA.

Upwork si tiene addirittura 135,75$. Ditemi voi se può essere equo, tenuto conto dei servizi scadenti che ci vengono offerti.

 

Le (deboli) giustificazioni.

Per Upwork, i progetti più piccoli sono più difficili da sostenere finanziariamente.
Sono sicuri che queste modifiche porteranno alla creazione di partnership più durature con i clienti. Il che però non ha così senso. Se ci pensiamo, per i clienti non cambierà nulla nel rapporto di “fidelizzazione” con il proprio freelancer: non ha un sistema di commissioni decrescenti all’aumentare del lavoro eseguito dal freelancer per suo conto.

La verità è che i clienti con cui ho fatto lavori per meno di $500 sono praticamente l’80%. Perché molti hanno bisogno solamente di lavori esigui, da poche centinaia di dollari e non hanno necessita di tornare ad utilizzare i servizi di quel freelancer. E addirittura, non ho mai lavorato chiaramente con un cliente per più di $10.000 complessivi.

La verità è che i profitti di Upwork continueranno a crescere a discapito sia dei clienti, sia soprattutto dei freelancer.

La verità è che, da una parte, i clienti saranno portati ad allontanarsi da Upwork per evitare le tariffe. E i freelancer idem: sfido chiunque a voler lavorare sapendo che Upwork si prenderà il 20% + IVA di quello guadagnato. L’altra conseguenza è il naturale aumento dei prezzi e questo porterà i clienti a fare sempre più fatica a trovare qualcuno che possa lavorare ad un prezzo in linea con il proprio business, e i freelancer a dover chiedere sempre di più, per non rimanere, alla fine, letteralmente con quattro soldi.

La domanda è se valga ancora la pena di affidarsi ad un servizio del genere, oppure convenga rivolgersi ad altri lidi del web. Solo allora, magari, il management illuminato di Upwork capirà l’importanza che hanno gli iscritti alla loro piattaforma.

Upwork: un’amara sorpresa
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4 pensieri su “Upwork: un’amara sorpresa

  • 4 maggio 2016 alle 14:48
    Permalink

    Classico caso di mis-management di una società.
    Andava tutto bene fino a quando non hanno annunciato la chiusura di Elance e la nascita di Upwork.

    Hanno avuto profitti milionari l’anno scorso, non ci vengano a dire che hanno bisogno di alzare le tariffe per “compensare i costi dei processori di pagamento”! Un insulto alla nostra intelligenza!!!

    Rispondi
    • 19 agosto 2016 alle 8:51
      Permalink

      scusate ma da quello che percepisco:
      Io architetto italiano vorrei incrementare guadagni e “pubblicità positiva”. Quindi leggo il sito e mi butto… ma poi leggo queste recensioni (non è la prima ma sicuramente vi faccio i complimenti perché è la più completa) e dico “ne vale la pena?”.
      Scusate ma direi di no… Nel senso che un architetto precario non incrementerebbe nulla e un architetto con un buon fatturato non incrementerebbe nulla: DOVE STA LA DIFFERENZA? Forse meglio stare alla larga allora???
      Attendo vostri suggerimenti…

      Rispondi
      • 19 agosto 2016 alle 20:20
        Permalink

        Ciao Daniele,
        innanzitutto grazie per essere passato e per i complimenti 🙂

        La tua domanda: ne vale la pena? La risposta è abbastanza complessa…
        Se uno ha bisogno di lavorare, se è agli inizi… Una “pubblicità positiva” fa sempre comodo. Certo, bisogna bilanciare il tutto, perché comunque le commissioni che Upwork si intasca sono sinceramente RIDICOLE.

        Bisogna cercare di capire se il gioco vale la candela, come si suol dire.
        Se il volume di lavoro non è altissimo e consente di inserirci qualcosa di extra, forse potrebbe valere la pena di provare. O magari provare a rivolgersi ad altre piattaforme, come Freelancer (anche se sinceramente non la conosco molto bene e non so quanti lavori per architetti ci possano essere).

        Ti faccio un grosso in bocca al lupo!
        – Matteo –

        Rispondi
  • Pingback: Upwork: come funziona? | Magico Guadagno Online

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